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Documento originale JOHN PERKINS: JERK, CON-MAN, SHILL |
Traduzione di Arif |
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6 Luglio 2007 Confessioni di un Sicario dell'Economia Greg Palast |
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Per rubare milioni, bisogna avere un team
formidabile di ladroni armati. Ma per rubare miliardi, bisogna
avere un dottorato, grafici colorati e proiezioni economiche fatte
di polvere di fata ed occhi di salamandra. |
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Mi ricordo John Perkins. Era un vero cretino. Il perfetto cliente finto per i gangster corporate: ingannatore, ricoperto di oro, untuoso e bugiardo; un venditore di fumo con sorrisone da star del cinema, mocassini luccicanti, calcolatore truccato e una valigetta firmata piena di cazzate madornali. Questo era vent'anni fa, nei primi anni 80. Io indossavo sandali, capelli spettinati lunghi fino al colletto della camicia a buon mercato, e portavo un classificatore ad anelli, rotto, pieno di calcoli onesti e analisi sincere. Sembrava il [duello] Perkins, il Sicario dell'Economia, contro Palast, il Capellone dell'Economia. Non avevo alcuna chance. Il Sicario dell'Economia stava per lasciarmi un buco più largo di una moneta da un dollaro con un proiettile politico. I Sicari dell'Economia hanno dei "clienti". Quello di Perkins era un'azienda, la Public Services di New Hampshire, PSNH, gigante del settore energia. La PSNH stava cercando di vendere ai pescatori di aragoste e ai coltivatori di patate del New England l'idea che loro avessero un bisogno disperato di un impianto nucleare da svariati miliardi. Il fatto che questo bollitore gonfiato di acqua atomica, chiamato "Seabrook", avrebbe prodotto una quantità di elettricità sufficiente perché tutti gli abitanti dello Stato del Granito potessero fondere il ferro non aveva alcuna importanza. Che la bestia avrebbe aggiunto una tassa supplementare alle bollette di corrente elettrica pari all'ipoteca sulle case fu semplicemente fatto passare con un sorriso da Perkins e dal suo team di economisti imbroglioni. Per rubare miliardi, bisogna avere il dottorato Per rubare milioni, bisogna avere un team formidabile di ladroni armati. Ma per rubare miliardi, bisogna avere un dottorato, grafici colorati e proiezioni economiche fatte di polvere di fata ed occhi di salamandra. Perkins aveva tutto, incluso una cosa magica chiamata "foglio elettronico" (questo molto prima di Excel). Io ero un rappresentante di alcuni gruppi di consumatori e cercavo di spiegare ai funzionari statali che i numeri forniti da Perkins erano tanto fasulli quanto dei bagel fatti di gomma da masticare e che le sue proiezioni finanziarie erano per qualche New Hampshire in un altro pianeta. Ma il punto chiave era questo: Perkins dormiva in una suite all'Omni, mentre io soffrivo d'insonnia a causa dei camion rombanti davanti au un motel all'uscita 68. Lui guardava con sguardo penetrante, ghignava e salutava con falso entusiasmo, mentre io tenevo gli occhi aperti a stento. Andò a finire così: gli amministratori locali si tuffarono, di testa, nelle fantasie di Perkins e comprarono dal suo cliente il progetto fasullo dell'impianto di energia, finanziato dal governo federale per dei favoritismi politici privi di valore per la comunità o per la nazione. Nel giro di qualche anno, tutte le aziende locali di energia avevano fatto bancarotta, il tesoro dello stato era stato drenato, le bollette di corrente elettrica erano passate dall'essere le più basse all'essere le più alte della nazione causando la chiusura delle fabbriche e lasciando, immagino, circa 11.000 persone senza lavoro. I clienti di Perkins andarono via con carrelli pieni di miliardi. E il dott. Perkins ne intascò parecchi per la sua anima mortale. Ma come in tutte le storie con una morale, Perkins, il dott. Faust moderno, ritrovò la redenzione nella sua confessione. E siamo fortunati che lo fece. Perché nelle sue confessionali: "Confessioni di un Sicario dell'Economia" e il suo ultimo [libro], appena uscito, "Secret History of the American Empire [La storia segreta dell'Impero americano]", troviamo ciò che fa funzionare questa gente. Con "questa gente" intendo gli avvoltoi che risucchiano i fondi per lo sviluppo, gli squali che utilizzano la Banca Mondiale come l'ente per obbligare, le corporate saccheggiatori, i pirati privati e i ghiottoni dei fondi hedge con i loro musi dentro la grondaia economica. Bizzarro vuoto morale e spietatezza Nel "Storia Segreta", Perkins fornisce i dettagli, da iniziato, del vuoto morale bizzarro e della spietatezza degli uomini che tendono le imboscate alle ricchezze del pianeta per [rubarle] alla gente a cui giustamente appartengono. Nel New England, i dolori, imposti dai clienti dei sicari dell'economia, furono finanziari; ma, quel che Perkins vuole che non dimentichiamo mai è che in buona parte del mondo la parlatina furba dei sicari dell'economia è poi eseguita e resa effettiva da squadre di sicari armate di armi meno subdole. Perkins scrive: "Tre uomini che portavano degli AK-47 stavano fuori sull'attenti. Ci salutarono al nostro passaggio. Uno di loro aprì la porta sul lato opposto a quello del conducente. Giacca di Pelle ed io ci entrammo. Lui parlò in un walkie talkie. Dalle finestre oscurate era impossibile sbirciare dentro". Con parole pesanti a la Hemingway, Perkins ci porta [a fare un giro] nell'Indonesia, nella Bolivia, persino nel minuscolo Diego Garcia e in altri stati-vittima dove "consulenti", armati di dottorati, applicarono una patina accademica sul saccheggio militarizzato. Nella storia degli uomini con le AK, Perkins è al lavoro in Guatemala per un'impresa, la SWEC, una gemella della Bechtel, che sta cercando di imporre ai nativi del Guatemala un altro esempio di orrore come il folle impianto di energia elettrica. (All'incirca in quello stesso momento, io convinsi lo Stato di New York a mettere sotto accusa la SWEC e i suoi partner per criminalità organizzata allo scopo di realizzaare una frode colossale nella costruzione degli impianti di energia. La SWEC e i suoi co-imputati pagarono quasi mezzo miliardo di dollari). Si rifiutarono di rinegoziare le condizioni con i conquistadores corporate Diversamente dagli zoticoni di New Hampshire che scivolarono lungo la linea voluta da Perkins, i guatemaltechi non erano degli avversari facili. Alcuni locali scettici, degli sciamani indigeni sospettosi e un paio di politici, inverosimilmente coraggiosi, si rifiutarono di rinegoziare le condizioni con i conquistadores corporate. I resistenti, ci è dato capire, saranno trattati di conseguenza. Come spiega Perkins, se i suoi grafici a torta non riescono ad assicurare la vendita, gli uomini nella macchina oscurata sanno che un po' di esplosivo collegato all'accensione può essere molto persuasivo. Comunque, prima di arrivare in America Centrale per il suo compito corporate, Perkins era già amareggiato verso le SWEC. Alla fine, si rifiutò di sostenere il loro progetto distruttivo. Perkins aveva cambiato squadra, e in "Confessioni di un Sicario dell'Economia" si riprende la sua anima, solo un po' sporca, da Satana. In "Storia Segreta", le confessioni personali si trasformano in una geremiade illuminante che percorre tutto il mondo. Dall'America Latina all'Africa al Medio Oriente, Perkins salta dalla sua storia personale alla diffusa miseria causata dagli eserciti di ingordigia inviati dalle sale dei consigli di New York e di Londra. Oggi Perkins è mio collega e membro della mia confraternita. Lui porta i capelli lunghi e io li porto ... beh', io ho smesso di portarli del tutto. E nei suoi scritti oggi, il cuore di Perkins va ai bersagli nel Terzo Mondo di questo nuovo impero, governato da truppe d'attacco e da fogli elettronici. La sua empatia si estende alle persone nel territorio occupato noto come l'Usa. Perché, dice Perkins, quando gli sfortunati defraudati della Terra si alzano in ribellione, sono i figli dei pescatori di aragoste di New Hampshire, tremanti sotto gli Humvee a Fallujah, a sentire la frusta del backlash, la loro forte reazione, e mai i figli fortunati dei clienti dei sicari dell'economia, scorazzanti nelle loro Ferrari.
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