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Documento originale A conversation with Denis O'Hearn |
Traduzione di Marco Rimoldi |
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5 Marzo 2007 Una conversazione con Denis O'Hearn Denis O'Hearn, Andrej Grubacic e Marina Sitrin |
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Intervista con il biografo di Bobby Sands. Gli
straordinari ma poco conosciuti sforzi che lui e i suoi compagni
dedicarono alla costruzione di una società alternativa trovano
corrispondenza nei movimenti di lotta sociale dei nostri
giorni. |
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Il libro di Denis O'Hearn pubblicato di recente, "Nothing but an unfinished song: Bobby Sands, the Irish Hunger Striker who Ignited a Generation" (edito in inglese da Nation Books) è una storia di ribellione e creazione sociale che esalta e fà riflettere. Il prossimo cinque di maggio segna il 26esimo anniversario della scomparsa di Bobby Sands, che morì in carcere durante uno sciopero della fame. Andrej Grubacic e Marina Sitrin hanno avuto la meravigliosa opportunità di parlare con Denis a proposito del suo libro, e di riflettere insieme sulle possibilità e i limiti delle lotte autonome di oggi. Denis ha detto che "quando ho iniziato la mia ricerca pensavo di stare scrivendo un libro su Bobby Sands, lo scioperante della fame. Dal momento che era un'icona di resistenza ma anche un enigma, non sapevo se Bobby Sands mi sarebbe piaciuto, o quali sarebbero state le sue caratteristiche più degne di nota... Ma parlando di lui con sempre più persone, dalla sua infanzia al suo primo coinvolgimento nell'IRA ai due periodi che trascorse in prigione, ho realizzato che stavo scrivendo un libro su Bobby Sands come persona e attivista politico, piuttosto che come scioperante. Non nego che la parte finale del libro susciti forti emozioni. La storia della morte di Bobby Sands, come quella delle altre nove persone che parteciparono allo sciopero della fame e morirono, colpisce veramente allo stomaco. Ma la vita di Bobby Sands è in ultima analisi la storia davvero ispiratrice di come un uomo vinse le più estreme forme di oppressione per esprimere la propria libertà e la libertà collettiva dei suoi compagni di prigionia creando solidarietà, alzando il morale, e conducendo forme di protesta efficaci e creative. E' una storia che dovrebbe fornire ispirazione e istruzione non solo ad attivisti in carcere o attivisti armati, ma a tutti gli attivisti che hanno a che fare con il nudo e crudo potere dello stato." A & M: Potresti parlare di qualche aspetto della visione politica che Bobby Sands ed altri stavano sviluppando nel carcere, in particolar modo la prima volta che furono arrestati? Ad esempio nel capitolo otto, Learning to Rebel [Imparando a Ribellarsi], discuti molto non solo del crescente anti-settarismo di Bobby e di altri, ma anche di come stavano parlando della creazione di un tipo di politica completamente differente. Molto di quello di cui discutevano riguardava la creazione della loro società futura ideale nel presente, una cosa che molti chiamano "politica prefigurativa". Sembra che stessero pensando alla leadership in una maniera interessante, come a qualcosa che costituisce una prassi organica alla comunità. Potresti parlarci di questa visione, e anche di esempi del lavoro che condussero nel vicinato quando furono rilasciati? DO: Hai proprio centrato la cosa che ho trovato allo stesso tempo più affascinante e più incoraggiante nella mia ricerca su Bobby Sands. Molte persone ammirano Bobby Sands perché è morto per la sua causa e per i suoi compagni. Ma la storia della sua vita è la sua abilità nel reinventarsi come attivista. Facendo questo non solo ha modificato la propria coscienza politica, ma soprattutto ha cambiato il suo agire. Il suo primo periodo in carcere, nei primi anni settanta, è significativo perché sia lui che la gente intorno a lui stavano crescendo molto in fretta in termini di coscienza politica. Per fare ciò dovettero riflettere su molte cose che avevano date per scontate durante le loro prime esperienze di guerriglia urbana. Il Provisional IRA era sotto molti aspetti un movimento nazionalista conservatore e, da organizzazione principalmente difensiva, scivolò facilmente in pratiche che erano immagini fedeli del settarismo protestante e lealista. La sua forma organizzativa e le sue strutture di comando sembravano più quelle di un esercito convenzionale che quelle di un esercito guerrigliero. La cosa presentava aspetti decisamente reazionari, come i ruoli elitisti dei comandanti e la loro punizione degli uomini che cedevano agli interrogatori. Durante i primi giorni di Bobby in prigione, lui e i suoi compagni cominciarono a mettere in discussione queste cose mentre leggevano alcuni classici della letteratura radicale, in particolare dell'America Latina, incluse opere come i Diari della Guerra di Rivoluzione Cubana, di Guevara. Cominciarono a chiedersi se avrebbero potuto organizzarsi in maniera più collettiva, con strutture di comando meno rigide, più dibattito politico e discussione, e più egalitarismo nella distribuzione di compiti e doveri, dal pulire le latrine all'organizzare corsi educativi e parate militari. Quasi subito, addiritura prima che diventassero pienamente consapevoli delle conseguenze del loro nuovo modo di pensare, cominciarono a organizzarsi in una maniera più collettiva, allestendo cooperative per condividere i compiti legati alla prigione o per produrre oggetti artigianali con cui ricavare denaro per le famiglie dei prigionieri. Poi, quando Gerry Adams e altre persone fondamentali arrivarono nel loro complesso, cominciarono a cambiare l'intero movimento dall'interno del carcere. L'IRA cambiò le sue strutture secondo modelli più efficaci, inclusa una struttura a cellule molto simile a quella del Fronte di Liberazione Nazionale algerino. Ma, fatto più importante, Adams incoraggiò i prigionieri più giovani a discutere di come avrebbero potuto, una volta usciti dal carcere, cambiare la loro società costruendo nei loro vicinati delle strutture di governo comunitario partecipative. C'è una lunga tradizione di questo tipo di pensiero nella sinistra irlandese, in particolare legata a gente come Liam Mellowes, un repubblicano radicale degli anni '20. Proprio come il Repubblicanesimo irlandese era stato sia nazionalista che internazionalista, Adams incoraggiò questi giovani prigionieri a combinare quello che stavano imparando dai rivoluzionari internazionali con le esperienze e gli scritti dei rivoluzionari irlandesi. Questo li legò alle loro comunità e fece sì che il loro nascente radicalismo fosse meno libresco e astratto e più vero, nel senso che avrebbe potuto essere applicato alla società irlandese nel "qui e ora". Anche dalla prigione, Bobby fu molto eccitato dai consigli popolari e dall'auto-governo delle comunità. Scrisse un articolo in irlandese, lingua che apprese in carcere, sulla costruzione di comunità di lingua irlandese alternative, con scuole e servizi e addirittura fabbriche organizzati su base collettiva, autogestiti. E quando uscì di prigione cominciò immediatamente a mettere in pratica queste idee. Rimase fuori nella sua comunità, un quartiere proletario chiamato Twinbrook, solo per sei mesi prima che lo prendessero di nuovo. Ma in quei sei mesi fece cose incredibili per realizzare le idee che avevano sviluppato collettivamente in carcere. Organizzò un gruppo di persone che allestirono una scuola di lingua irlandese, che tra l'altro è ancora oggi molto attiva; attività culturali; una infrastruttura di trasporto cooperativa; una nuova associazione di affittuari centrata sulla comunità; un giornale radicale e molte altre cose. Anche se molti attivisti più giovani lo pregarono di rivolgere la sua attenzione esclusivamente a questi tipi di organizzazione sociale piuttosto che alla lotta armata, lui sentì che non poteva chiedere ad altri di fare cose che non si sarebbe lui stesso sentito di fare. Così rimase attivo militarmente e dopo non molto fu preso e messo di nuovo in prigione. Hai anche citato l'anti-settarismo e questo costituì una parte cruciale della nascente coscienza politica dei prigionieri. Tutti gli ex-prigionieri che passarono del tempo con Bobby durante i suoi primi tempi in carcere mi hanno parlato di questo aspetto dei loro dibattiti. Parlavano di "cinque ismi". Alcuni "ismi" erano ovvi, come socialismo. Ma l'anti-settarismo fu uno dei cinque temi chiave che essi svilupparono. Purtroppo era impossibile sviluppare l'anti-settarismo nel corso di una guerra che era così tanto settarizzata, e ad essere sinceri l'IRA non rispettò sempre l'anti-settarismo nella pratica. Anche oggi, dopo un decennio di cessate il fuoco e di processo di pace, il settarismo è un problema persistente e lo sarà ancora per decenni a venire. Secondo te perché la maggior parte della gente non conosce quest'"altra" storia dell'IRA, e Bobby Sands in particolare? Quello che la maggioranza sa riguarda la lotta armata. Perché la creazione prefigurativa è ignorata? Beh, la realtà predominante nel nord dell'Irlanda negli ultimi quarant'anni è stata il conflitto armato. Non solo è più eccitante parlarne, sia per i media tradizionali che per i radicali, ma ha dominato la vita di tutti coloro che hanno vissuto nelle zone di guerra, gli stessi luoghi che Bobby Sands a altri stavano tentando di organizzare. Ironicamente il conflitto armato creò i livelli di solidarietà e di supporto per l'IRA che permisero a Bobby Sands di mobilitare le persone attorno alla costruzione di una nuova società, eppure le priorità del combattere una guerra, con tutto il tempo che esigevano, ridussero quello che chiamate creazione prefigurativa a una preoccupazione secondaria. E, altra ironia, il successivo processo del "riportare il movimento repubblicano dentro dal freddo esterno", con l'incoraggiarli a partecipare ai processi politici tradizionali, li distolse e continua a distoglierli dal dedicare energie a questa creazione prefigurativa. Naturalmente esistono ancora molti progetti alternativi, particolarmente nel settore culturale ed educativo, ma anche qui ci sono complicazioni e contraddizioni. Ad esempio, negli anni '90 lo stato diede dei soldi alla scuola irlandese di Bobby e la accettò come "scuola sovvenzionata". Io facevo parte del comitato direttivo della scuola quando questo accadde, e la cosa sminuì l'ethos alternativo della scuola incentivando un ethos cattolico tradizionale. Ben presto la scuola cominciò a insegnare il catechismo e alcuni bambini dovettero separarsi dai loro compagni di studi quando si svolgeva educazione religiosa. Inoltre fu introdotto un curriculum di studi tradizionale, e così via. Non è per dire che la visione alternativa sia stata distrutta. C'è ancora un ethos alternativo nella scuola e nelle comunità come Twinbrook, che è ancora in una certa misura una "comunità in resistenza". Ma molti di questi confini sono sfumati e penso che sia importante recuperare la storia di ciò che Bobby Sands e altri tentarono di fare. E' per questo che, mentre questa biografia si sviluppava, è cambiata radicalmente ed è giunta a mettere l'accento su Bobby Sands l'attivista piuttosto che Bobby Sands lo scioperante della fame. Spero che leggendola la gente recuperi la memoria di un'altra società possibile, la memoria che Bobby Sands mise in pratica e che fu per lui così preziosa. Hai finito di preparare il tuo libro a Oventic, in Chiapas. Si tratta di una coincidenza? Riesci a vedere dei collegamenti tra gli zapatisti e parte della visione articolata da gruppi dell'IRA? Assolutamente sì. Devo ammettere che sono sempre stato molto influenzato dal marxismo e ho ancora una forte affinità con alcuni movimenti che parlano di assumere potere statale e usare quei potenti strumenti per cambiare la società. Anche se riconosco i pericoli della creazione di nuovi sistemi di controllo e di violenza ogni volta che si sceglie un percorso statalista, sono agnostico, ad esempio, rispetto all'insistere di John Holloway che si subirà necessariamente una corruzione se si entra nelle istituzioni statali. Così quando sono andato a vivere con gli zapatisti e ad imparare da loro ero pronto ad incoraggiarli e pronto ad imparare, ma anche scettico. Il loro progetto sembra così piccolo e così fragile. Eppure nel corso di ore e ore passate a discutere di zapatismo e a osservare come un popolo in resistenza stia costruendo la propria società - nel campo dell'educazione e della salute e anche di fabbriche autogestite - ho davvero imparato ad apprezzare in modo nuovo non solo gli zapatisti ma anche Bobby Sands e i suoi compagni per le cose che tentarono di ottenere a Twinbrook. E devo aggiungere che lui continuò a tentare di ottenerle anche in prigione. Nelle peggiori condizioni, lui e gli uomini-lenzuolo(*) all'interno degli H-Blocks di Long Kesh erano completamente dedicati alla creazione prefigurativa. Giunsero più vicini loro alla realizzazione di un'utopia - totalmente rinchiusi in quel fetido carcere, con le sue celle imbrattate di merda e senza vestiti o anche solo un libro da leggere - di quanto noi probabilmente saremo mai capaci. Questo è allo stesso tempo incoraggiante e preoccupante. E' incoraggiante che persone in solidarietà, che si amano sinceramente, possano costruire qualcosa di così dignitoso e aperto e democratico alla faccia di terribili violenze e minacce di violenze, e in condizioni francamente di estrema povertà materiale. Ma è preoccupante che ci vogliano delle condizioni di questo tipo per mobilitare le persone fino a quel punto. C'è un pericolo nel dipingere romanticamente utopie nate nella povertà estrema. La vera sfida è come facciamo, nelle "normali" condizioni quotidiane del capitalismo, a creare solidarietà e mobilitare la gente attorno alla creazione prefigurativa. Così me ne sono ripartito da Oventic rivitalizzato e con una nuova comprensione di Bobby Sands e di quello che alcune persone nel suo movimento volevano realizzare. E' una comprensione che non ho mai avuto mentre vivevo a Belfast in quel periodo. Ma sono comunque partito. E adesso, anche vivendo a Belfast e trascorrendo il mio tempo nelle stesse strade dove Bobby era attivo, trovo a volte difficile immaginare come uno possa vivere la vita attiva che lui ha vissuto e cercare di creare il tipo di società che lui sognava di creare. Cosa pensi di quella che sembra una crescente o riaffiorante romanticizzazione della lotta della guerriglia urbana? Stiamo pensando in particolare alla recente passione per il Weather Underground e per i movimenti militanti del Black Power, per esempio. Perché pensi che questo stia succedendo, e che tipo di contributo pensi che il tuo libro possa fornire a questa controversa discussione? Beh, per cominciare non posso fare commenti sui modi con cui l'Afro-America conduce la sua lotta, anche se ammetto la mia simpatia per le correnti militanti di quella lotta, sia che si parli di Malcolm che di George Jackson piuttosto che delle Pantere. Mi sono sentito incoraggiato quando Mumia Abu-Jamal ha letto la biografia e ha detto che nel leggere della vita e dello sviluppo politico di Bobby si è sentito sollevato in maniera simile a come gli era successo leggendo l'autobiografia di Malcolm. Bobby Sands morì per il diritto della gente oppressa di definire i propri termini di lotta. Non morì per la lotta armata, ma per il diritto delle persone di partecipare ad essa se pensano che sia necessaria nella loro specifica situazione storica e se la loro decisione è legittimata dal supporto popolare nelle loro comunità. Questo è un punto complicato. In una certa misura le persone che parteciparono allo sciopero della fame stavano seguendo l'esempio dei ribelli irlandesi durante la Pasqua del 1916. Nel 1916, rivoluzionari come James Connolly e Constance Markievicz intrapresero un'azione che aveva scarso appoggio pubblico. Ma calcolarono che potesse attirare una repressione dello stato tale che avrebbe risvegliato appoggio, e in questo modo portato avanti la lotta. Ci furono degli elementi di questo tipo di ragionamento nello sciopero della fame del 1981, come spesso se ne trovano alla nascita dei movimenti armati. L'IRA era molto debole e mettendo in luce l'indegnità e la brutalità dello stato gli scioperanti speravano di risvegliare appoggio e di portare avanti la lotta. Ci sono diverse ironie qui. Un atto di protesta non violenta mobilitò un appoggio di massa all'insurrezione armata. Ma il fatto che lo sciopero della fame fosse non violento, e includesse addirittura una tattica elettorale dal momento che Bobby Sands fu eletto al parlamento britannico mentre giaceva in fin di vita, incoraggiò elementi del repubblicanesimo irlandese ad abbandonare la campagna armata. Ma per tornare alla vostra domanda, la principale cosa che ho imparato vivendo la guerra irlandese è che la lotta armata non è romantica. Che io sappia Bobby Sands non uccise mai nessuno, ma la sua decisione di farlo in caso di necessità non fu facile, e credo che la cosa sia diventata più difficile e meno romantica a mano a mano che lui diventava più consapevole politicamente. Come ho già detto, quando Bobby Sands viveva a Twinbrook dovette decidere se rimanere un organizzatore nella comunità e un guerrigliero urbano, e scelse risolutamente di fare entrambe le cose. Non penso che prese quella decisione a cuor leggero. Sono sicuro che riflettè molto sulle sue conseguenze per i suoi progetti sociali nella comunità. Incoraggiò giovani attivisti a intraprendere la lotta armata e quella non armata, e so di almeno un paio di casi in cui scoraggiò dei giovani dall'unirsi all'IRA perché pensava che avessero un grande talento per altre cose. Alla fine, penso che realizzò che non è possibile partecipare a una campagna di guerriglia urbana se non facendolo nel contesto di una comunità che è altamente mobilitata e profondamente coinvolta in un progetto politico molto pù ampio, non solo una comunità in resistenza ma anche una comunità in creazione. Che tipo di cose pensi che possano imparare quelli come noi - nei movimenti, forum e network globali contemporanei come Peoples' Global Action e il processo legato al Forum Sociale - dalle varie parti della lotta per l'indipendenza irlandese? Beh, a cominciare da vite come quelle di Bobby Sands, potete rendervi conto come persone dalle origini molto ordinarie possano ottenere le cose più straordinarie. Non riesco a immaginare di poter raggiungere il suo livello di energia, ma imparando cose su Bobby Sands dai suoi amici sono stato rinvigorito e ho acquisito una nuova fiducia in cosa Ë possibile. Da lui si possono anche trarre delle lezioni, sul fatto di lottare "nel proprio cortile" a prescindere da quanto impossibili le proprie condizioni di lotta possano sembrare. A volte mi arrabbio a sentir parlare certi attivisti di quanto magnifica è stata Seattle o di quanto magnifica è stata Praga. E' chiaro che sono state magnifiche, ma voi cosa state facendo quotidianamente nei vostri cortili? E non sto parlando di lotte contro la polizia, ma di prendere il controllo di spazi e fare qualcosa di costruttivo al loro interno. Nelle parti del libro in cui Bobby Sands organizza gli uomini-lenzuolo - i suoi compagni di protesta prigionieri - per far uso delle visite all'esterno al fine di contrabbandare materiale per la scrittura e cominciare una campagna di protesta, lui mostra continuamente come si possa trarre vantaggio dalle opportunità anche in condizioni in cui la maggior parte di noi farebbe fatica a riconoscere una qualsiasi opportunità. In altre parole la lotta non è mai persa. Il suo ottimismo è stupefacente, anche se fu sempre un realista circa quello che poteva essere ottenuto. Inoltre, lui e i suoi compagni dovevano indossare un'uniforme del carcere per poter uscire in visita ed organizzare i loro sforzi di contrabbando. Trovarono molto difficile doverlo fare. Ma si resero presto conto che la dignità proveniva da dentro e che una uniforme carceraria non avrebbe potuto toglier loro la certezza di essere prigionieri politici, e non criminali. Quando ciascun uomo lasciava la sua cella per quella mezz'ora al mese, rivendicava spazi della prigione e così facendo apriva nuovi terreni di lotta e nuove opportunità. Una cosa simile è accaduta ai maya resistenti in Chiapas. Per poter mantenere i loro diritti comunitari sulla terra dovettero entrare nei tribunali messicani e, in almeno un caso di cui ho conoscenza, dovettero pagare una cosiderevole tariffa allo stato messicano per veder riconosciuti i loro diritti. Dev'essere stato difficile per loro. Ma una volta fatto, si resero conto che la loro autonomia e la loro dignità non avrebbero potuto essere distrutte solo dal fatto che si erano mossi in spazi che erano sotto il controllo dello stato. Aprirono nuovi spazi di lotta e crearono nuove opportunità per gli altri. Quindi, così come gli sforzi del movimento irlandese nella creazione prefigurativa sono eccitanti, allo stesso modo lo sono i diversi sforzi degli zapatisti, dei piqueteros, del MST, della gente di El Alto o di Cochabamba. E, tornando alla vostra domanda precedente, suppongo che queste esperienze ma anche altre simili e relativamente invisibili tutt'intorno a noi potrebbero essere fonte di speranza più di quanto non lo siano reminiscenze di Weather Underground o fitte di romanticismo per un'altra Praga. Eduardo Galeano ha scritto: L'utopia è all'orizzonte: quando muovo due passi, arretra di due passi... Avanzo di dieci passi e lei è dieci passi più in là. A cosa serve l'utopia? Serve a questo, a camminare. Cosa ne pensi? Come ti fa sentire? Ho vissuto la mia vita intera in una lotta tra pazienza e impazienza. Sfortunatamente troppo spesso è l'impazienza a vincere. Ma sto migliorando, specialmente dopo Oventic. Sono cresciuto nel New Mexico rurale, immerso in quello che sarebbe visto come un tipo di vita "lento", e dialogando spesso con cicani, messicani e indiani americani. Ho vissuto per molti anni in una società, quella irlandese, in cui il concetto di "tempo irlandese" richiede molta pazienza. Ho discusso di sviluppo comunitario con dei navajos, e li ho ascoltati parlare del "tempo navajo". E ho vissuto e parlato con dei maya, la cui visione del mondo non corrisponde nemmeno all'idea lineare di tempo che è familiare alla maggior parte degli occidentali. Loro ricordano il futuro mentre vi entrano! Cos'ha a che fare tutto questo con orizzonti e utopie? Beh, l'impazienza può spingerci ad agire. John Halloway parla del grido. Gli zapatisti gridano: "!Ya, basta!". E gridare è una buona cosa. Ma se all'orizzonte vediamo solo il nemico, un altro esercito o una folla minacciosa in corsa, il nostro grido alla fine sfumerà nel silenzio. Potremmo gridare ancora, e ancora, ma solo come difesa e in fin dei conti senza un vero scopo. Per questo gli attivisti devono - e questo è forse cruciale alla definizione di attivista - devono costantemente puntare verso quell'utopia all'orizzonte, mostrandola alla gente e se necessario descrivendogliela finché anche loro non la vedono. A quel punto dobbiamo chieder loro di descrivercela a loro volta, perché può darsi che vedano qualcosa che a noi era sfuggito. E' come mostrare a una persona un pianeta o una costellazione, a volte bisogna essere pazienti e aspettare finché anche lei non riesce a riconoscerli in mezzo a tutti quei puntini nel cielo, a prima vista così disordinati. Anche ordinari studiosi delle università lo hanno riconosciuto. C. Wright Mills ha scritto pagine bellissime sulla "immaginazione sociologica" e su come, evidenziando le connessioni tra i problemi individuali di una persona e i problemi sociali collegati, sociologi attivi possono aiutare a creare la visione di una società che risolva o trascenda quei problemi o quelle questioni. Quindi, sono molto felice quando penso che un altro mondo è all'orizzonte. Ma il lato impaziente di me vuole almeno avvicinarsi ad esso, se non proprio raggiungerlo. Forse questa è una delle differenze che rimangono tra Bobby Sands e uno zapatista. Per quanto abbiano imparato ad essere pazienti, per una donna o un uomo irlandesi camminare non è abbastanza. Presto o tardi vogliono anche arrivare. Ma possiamo continuare questa conversazione mentre andiamo a fare una bella passeggiata...
(*) I blanket-men erano quei prigionieri che rifiutavano di indossare l'uniforme del carcere. Non avendo diritto ad altri vestiti si coprivano usando quello che avevano: le lenzuola. [NdT] (<<)
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