|
Documento originale Musharraf Plays Bush for a Fool |
Traduzione di Fabio Sallustro |
|
|
20 Novembre 2007 Musharraf tratta Bush come uno sciocco Marjorie Cohn |
|
La reale motivazione che ha spinto Musharraf a
dichiarare lo stato di emergenza non è quella di difendere il
paese dagli "estremisti islamici", [...] Ha tentato di bloccare sul
nascere le proteste che avvocati e partiti politici stavano
organizzando. E il suo piano ha funzionato. |
||
|
Il presidente pakistano Pervez Musharraf il 3 di Novembre ha dichiarato lo stato di emergenza in seguito ad una dichiarazione della Corte Suprema Pakistana. La sentenza della Corte stabiliva che sarebbe stato opportuno annullare il risultato di una votazione illegittima che aveva permesso l'estensione del mandato presidenziale di Musharraf. Musharraf si è liberato molto in fretta della Corte Suprema di giustizia che aveva deciso di non deliberare a suo favore. E la dichiarazione dello stato di emergenza ha messo a rischio i diritti dell'intera popolazione del Pakistan limitando la libertà di espressione, il diritto a potersi radunare in assemblee ed associazioni ed quello ad avere un giusto processo. In seguito alla decisione di Musharraf, il presidente della Corte Suprema Mohammed Iftikhar è stato messo agli arresti domiciliari ed oltre 2500 avvocati in diverse zone del Pakistan sono stati arrestati. Tra le persone imprigionate figura anche il presidente della Supreme Court Bar Association ed importanti esponenti della Democratic Lawyers Association of Pakistan. Il governo ha inoltre ordinato che tutti i giornalisti che avessero "screditato o ridicolizzato" Musharraf avrebbero rischiato fino a 3 anni di prigione. La reale motivazione che ha spinto Musharraf a dichiarare lo stato di emergenza non è quella di difendere il paese dagli "estremisti islamici", secondo quanto sostiene, ma solo la volontà di mantenere il potere. Ha tentato di bloccare sul nascere le proteste che avvocati e partiti politici stavano organizzando. E il suo piano ha funzionato. Lunedi la Corte Suprema (nuova di zecca) selezionata direttamente da Musharraf ha dichiarato che il presidente pakistano può restare in carica altri cinque anni. Intanto l'amministrazione Bush si sta affrettando a limitare i danni. Le misure adottate da Musharraf sarebbero veramente imbarazzanti per Bush, se solo Bush fosse il tipo di persona che possa provare imbarazzo. Dopo tutto il presidente americano non ha fatto altro che sbandierare, negli scorsi anni, il suo desiderio di voler esportare la democrazia nel mondo islamico. In un certo senso la dichiarazione dello stato di emergenza da parte di Musharraf, seguita dagli arresti di massa dei suoi avversari politici, non sembra essere proprio democratica. Bush ha inviato John Negroponte in Pakistan per cercare di far ragionare Musharraf. Negroponte ha raccomandato a Musharraf di sospendere lo stato di emergenza ma non ha fatto cenno al fatto che la Corte Suprema è stata completamente sostituita da elementi fedeli al presidente. Negroponte inoltre non ha invitato Musharraf a rilasciare i giudici e gli avvocati imprigionati. Quanto sforzo per la democrazia e per ottenere dei processi imparziali. Il destinatario di quasi 11 miliardi di dollari di aiuti statunitensi (a partire dal 11/09/2001) comunque salverà la faccia del suo benefattore Bush: Musharraf ha confermato che verranno tenute delle elezioni parlamentari a Gennaio e che dismetterà la sua divisa una volta conclusesi le sessioni di voto. Naturalmente gli avversari politici inocntreranno notevoli difficoltà a portare avanti una propria campagna elettorale per ottenere un seggio in parlamento mentre sono in carcere sotto il giogo di una legge marziale. I cittadini americani le cui tasse vengono usate per sostenere questo spietato e corrotto regime dovrebbero chiedere conto del modo in cui vengono spesi i loro soldi. Bush dichiara che Musharraf è un indispensabile alleato nella sua "guerra contro il terrore" e che i soldi inviati in Pakistan servono a raggiungere questo scopo. Dal mio punto di vista però Musharraf sta prendendo Bush in giro. Musharraf dichiara a Bush che lo aiuterà a distruggere i talebani. Peccato però che un professore pakistano, Pervez Hoodbhoy, la pensi diversamente e che lo abbia scritto il 18 Novembre, sul Los Angeles Times: diverse persone in Pakistan ritengono che Musharraf "sostenga segretamente i talebani in quanto strumenti importanti per contrastare l'influenza dell'India". Oltre a ciò se Musharraf vuole riconquistare il sostegno popolare deve appoggiare i talebani. Hoodbhoy continua: "Molti pakistani vedono i talebani come nemici degli Stati Uniti e non come loro nemici. I talebani sono percepiti come il solo gruppo che si opponga alla sgradita presenza degli americani nella regione." Secondo Hoodbhoy "l'esercito ha alimentato per oltre 25 anni gli islamici radicali utilizzandoli quali combattenti nelle operazioni di copertura ai confini del Pakistan in Kashmir ed in Afghanistan". Le affermazioni di Hoodbhoy trovano conferma nelle parole di Adrien Levy, co-autore del saggio "Deception: Pakistan, the United States and the Global Nuclear Weapons Conspiracy." Levy, durante il programma Democracy Now, ha riferito ad Amy Goodman che "il programma (di Musharraf) è quello di destabilizzare l'Afghanistan e di creare un governo che sia favorevole ad Islamabad. Questi obbiettivi sono contrari, decisamente contrari agli obbiettivi che l'occidente si è posto". Continua Levy: "Il finanziamento statunitense (privo di qualunque paradigma di tracciabilità) è attivo fin dal 2001. Non ci resta che constatare il deficit di democrazia in Pakistan e accettare, onestamente, di aver contribuito all'accrescimento di questa instabilità" Se il congresso non dimostra alcun interesse a tagliare i fondi fin tanto che Musharraf manterrà la legge marziale allora saranno confermati i nostri peggiori timori: democratici e repubblicani, esattamente nello stesso modo, stanno rendendo la nostra democrazia una farsa.
|
|||||