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Documento originale South America: Toward an Alternative Future |
Traduzione di Fabio Sallustro |
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7 Gennaio 2007 Sud America: verso un futuro alternativo Noam Chomsky |
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L'integrazione è il prerequisito per una
genuina indipendenza. La storia coloniale -Spagna, Gran Bretagna,
le altre potenze europee e gli Stati Uniti- fa comprendere come
queste nazioni non abbiano solo diviso i paesi colonizzati tra di
loro ma anche al proprio interno, lasciando un minoranza agiata a
fronte di una gran massa di povera gente. | ||
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Lo scorso mese la coincidenza di una nascita e di una morte ha segnato un momento di transizione per il Sud America e per il resto del mondo. L'ex dittatore cileno Augusto Pinochet è morto mentre i capi di stato delle nazioni sud americane concludevano un incontro di due giorni a Cochabamba, in Bolivia. Il meeting è stato voluto dal presidente Evo Morales ed i partecipanti rappresentavano l'antitesi di Pinochet e della sua era. Nella Dichiarazione di Cochabamba i presidenti e gli inviati di 12 paesi hanno acconsentito a prendere in considerazione l'idea di formare una comunità continentale simile all'Unione Europea. 500 anni dopo le conquiste europee, questa dichiarazione segna un ulteriore passo verso l'integrazione regionale del Sud America. Il subcontinente, dal Venezuela all'Argentina, può ancora presentarsi come un esempio di futuro alternativo libero dall'eredità di imperialismo e terrore. Gli Stati Uniti hanno dominato a lungo la regione con due strumenti principali: la violenza e lo strangolamento economico. In generale simili questioni internazionali hanno ben più di una leggera somiglianza con la mafia. Il padrino non la prende alla leggera quando viene ostacolato, anche se si tratta di un piccolo negoziante. Precedenti tentativi di indipendenza sono stati rovinati in parte a causa di una reale mancanza di cooperazione regionale. Senza di essa le minacce devono essere gestite singolarmente. (il Centro America sfortunatamente deve ancora riprendersi dallo shock e dalla distruzione lasciati in decenni di terrore sostenuto dagli statunitensi, soprattutto durante gli anni '80) Per gli Stati Uniti il vero nemico è sempre stato "il nazionalismo indipendente", in particolare quando minaccia di diventare "un esempio contagioso" (per prendere in prestito la definizione di Henry Kissinger rispetto alla democrazia socialista in Cile). L'11 settembre 1973 le forze di Pinochet attaccarono il palazzo presidenziale cileno. Salvador Allende, il presidente democraticamente eletto, morì in quello stesso palazzo, apparentemente di sua volontà. Non voleva che la più antica e vitale democrazia dell'America Latina cedesse ad un regime fatto di tortura e repressione. Il conto ufficiale dei morti parla di 3200 vittime. Il conto reale invece stima una cifra doppia rispetto a quella appena menzionata. L'inchiesta aperta 30 anni dopo il colpo di stato ha accumulato prove che dimostrerebbero l'esistenza di circa 30000 casi di tortura durante il regime. Tra i leaders di Cochabamba era presente il presidente cileno Michelle Bachelet. Proprio come Allende è socialista. Inoltre è una ex-prigioniera politica ed ha trascorso parte della sua vita in esilio. Suo padre, un generale,è morto in prigione dopo essere stato torturato. A Cochabamba Morales e il presidente venezuelano Hugo Chavez hanno celebrato un nuovo accordo, un progetto di gestione del gas in Bolivia. Questa cooperazione rafforza il ruolo regionale del paese quale protagonista principale nel campo dell'energia globale. Il Venezuela è già il solo stato latino americano a far parte dell'OPEC e possiede di gran lunga le più ingenti riserve di petrolio al di fuori del medio oriente. Chavez ipotizza la Petroamerica, un sistema integrato di energia dello stesso genere di quello che la Cina sta cercando creare in Asia. Il nuovo presidente ecuadoreno, Rafael Correa, ha proposto la creazione di un canale (via terra e fiume) di scambio che vada dalla foresta pluviale amazzonica in Brasile fino alla costa pacifica dell'Ecuador, l'equivalente sud-americano del canale di Panama. Un altro promettente sviluppo riguarderebbe Telesur, una nuova emittente televisiva latino americana situata in Venezuela la quale tenti di rompere il monopolio dei media occidentali. Il presidente brasiliano, Luiz Inàcio Lula da Silva, ha invitato i suoi colleghi a superare le differenze storiche per unire il continente, indipendentemente da quanto questo possa risultare difficoltoso. L'integrazione è il prerequisito per una genuina indipendenza. La storia coloniale -Spagna, Gran Bretagna, le altre potenze europee e gli Stati Uniti- fa comprendere come queste nazioni non abbiano solo diviso i paesi colonizzati tra di loro ma anche al proprio interno, lasciando un minoranza agiata a fronte di una gran massa di povera gente. Il principale controllo economico in questi ultimi anni è stato messo in atto dal Fondo Monetario Internazionale, il quale è virtualmente una parte del dipartimento del tesoro statunitense. Ma l'Argentina, il Brasile e adesso la Bolivia, stanno cercando di liberarsi dalle regole imposte dal Fondo. A causa di questi nuovi sviluppi nel Sud-America, gli Stati Uniti sono stati obbligati a modificare la propria politica. I governi che godono del sostegno statunitense, come il Brasile di Lula, potrebbero comunque essere rovesciati, come accadde con il presidente Joao Goulart in un colpo di stato sostenuto dagli Stati Uniti nel 1964. Per mantenere la linea politica di Washigton però, è necessario però muoversi con astuzia. Per esempio quando Lula è stato rieletto in ottobre uno dei suoi primi gesti è stato quello di volare a Caracas per sostenere la campagna elettorale di Chavez. Inoltre Lula ha sostenuto un progetto brasiliano in Venezuela, un ponte su fiume Orinoco, ed ha discusso di ulteriori joint-ventures. Sempre il mese scorso il Mercosur, il blocco commerciale sudamericano, durante un meeting tenuto in Brasile ha continuato la discussione sull'unità del sud-america. In questa stessa occasione Lula ha inaugurato il parlamento del Mercosur ,un altro promettente segnale di presa di distanza dai demoni del passato.
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